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Una domenica di giugno, il sole alto nel cielo che lascia pregustare una serata di luna e stelle... da accompagnare con qualche canto, un po’ di musica, qualche racconto magari... nella trecentesca pieve che sovrasta Esmate questa piccola magia si avvera.
Ci si trova alle 18, con qualche problema tecnico durante il viaggio, ma ben animati a sognare, ridere, gioire. Non ho mai visto la pieve; la curiosità prevale, indago un po'. Ben nel 1625 in relazione alla visita del vescovo Cornelio si descrive la pieve come una chiesa non consacrata ma comunque provvista di calice, patena e stola. Si raccomanda di sistemare la chiesa provvedendo ad aumentare la lunghezza del tetto a copertura dell'altare. In effetti la parte iniziale del tetto non risulta in muratura, ma in legno a travi. Si rileva inoltre la presenza di un campanile e di una piccola stanza adibita presumibilmente all'abitazione di un eremita.
Il suono di una piccola campana accanto all'altare segna l'inizio del racconto di favole, storie e realtà, nascosta nelle ultime per celare la sua bruttezza.
Il primo brano 'In gondola' ci riporta a sogni e stelle, favole e gondole in una Venezia evocata come luogo di magia. Sono poi le canzoni a dominare la scena; le canzoni yddish di origine etnica, ucraina in particolare a segnare l'inizio del concerto. Due ninna nanna, interpretate in forma classica spagnola e lirica ci portano sui livelli che il coro da sempre esibisce. Le ballate dalla vicina Africa e una ninna nanna ci portano a sognare di nuovo un silenzio eterno e quasi mistico.
La vita delle farfalle durano un giorno, quella delle bolle di sapone ancor meno; sarebbe un destino triste se non avessimo nella nostra vita alcuni incontri che ci rendono meno pesante il cammino. Nelle locande sperdute delle Ande alla 'signora Cicera', viene richiesta una bevanda che allievi la fatica del lavoro e del cammino fra le rocce; la 'cicita' che viene elargita con una velo di mistero ed un sorriso per ridare forza e fiato ai poveri avventori.
Ma Hope Singers non è un coro gospel? Finora abbiamo spaziato fra Europa, Africa, Sudamerica... ma l'anima dei negri oppressi nelle piantagioni di cotone degli Stati Uniti dove la troviamo?
Margherita Chiminelli ed Annalisa Baisotti ci trasportano sulle rive di un immaginario fiume di luna, dove i nostri pensieri volano alti e dai nostri cuori le emozioni per i popoli oppressi di ogni latitudine emergono e prendono il sopravvento.
Come saluto finale ci delizia una splendida ninna nanna composta da Alessandro Foresti ed interpretata con le voci di Manuela e Annalisa. Ora tutti a dormire, con la consapevolezza che stasera il nostro cuore è più ricco di Hope grazie alla varie Songs del gruppo.
Con amicizia e gratitudine per la vostra ospitalità.

Fabrizio Gobbetti


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